Solo 19 fortunati avranno la CAPRICORN 01 ZAGATO in garage. Scopri i dettagli dell’hypercar da 3,5 milioni di dollari che ha fatto parlare il mondo automobilistico.

Esclusività Assoluta: Perché Solo 19 Unità Cambiano Tutto nel Mondo delle Hypercar
Nell’universo delle hypercar, dove nomi come Ferrari, Pagani e Bugatti dettano le regole, la Capricorn 01 Zagato emerge come un’intruso audace. Prodotta dall’azienda tedesca Capricorn, con sede a Mönchengladbach, questo modello debutta con una drastica limitazione: solo 19 unità per il mondo intero. Questa restrizione non è puro marketing; riflette una filosofia ingegneristica meticolosa, che privilegia la qualità rispetto al volume. Con un prezzo intorno ai 3,5 milioni di dollari (circa 2,95 milioni di euro), le prenotazioni sono quasi esaurite, restando solo una manciata per i fortunati — o facoltosi — collezionisti.
L’ingresso di Capricorn nel segmento di lusso arriva dopo anni di fornitura di componenti d’élite per i giganti del motorsport. Pensate a telai leggeri per le prototipi LMP1 di Porsche a Le Mans, o a parti critiche per Mercedes e Lotus in Formula 1. Questa eredità garantisce credibilità: ci sono già tre prototipi funzionanti in circolazione, con il terzo in fase finale di assemblaggio. Le consegne inizieranno nel 2026, promettendo un’hypercar pronta per pista e strada, senza i ritardi comuni nei progetti ambiziosi.
Paragonata a rivali come la Pagani Huayra 70 Trionfo, che punta anch’essa sulla trasmissione manuale e l’esclusività, la Capricorn si distingue per la collaborazione tripartita: ingegneria tedesca precisa, design italiano della leggendaria Zagato e propulsione americana brutale. È un’hypercar che compete direttamente con le icone, ma con un tocco “analogico” che attrae i puristi stanchi dei pulsanti touch e dell’infotainment sovraccarico.

Design Iconico Zagato: Double Bubble, Portiere ad Ala di Gabbiano ed Aerodinamica Aggressiva
La firma visiva della Capricorn 01 Zagato è opera di Zagato, casa milanese con oltre un secolo di storia nelle carrozzerie esclusive. L’elemento più distintivo è il tetto double bubble, una doppia bolla che evoca classici come l’Aston Martin DB4 GT Zagato, ma adattata all’aerodinamica moderna. Fari a forma di mandorla tagliano il frontale affusolato, mentre le portiere ad ala di gabbiano facilitano l’accesso all’abitacolo ribassato.
Gli archi di supporto posteriori, ispirati a leggende come la Ford GT, integrano fanali full-width che si estendono per tutta la larghezza, creando un look futuristico-retrò. La struttura è un monoscocca in fibra di carbonio, leggero e rigido, mantenendo il peso a secco sotto i 1.200 kg. I prototipi variano in colori accattivanti: la 01 in Verde Knokke con interni marroni, e la 02 (esposta al Retromobile) in giallo Giallo Sole con camoscio blu.
Questa aerodinamica non è solo estetica; genera un carico aerodinamico sostanziale senza spoiler esagerati, ottimizzando i flussi per velocità superiori ai 360 km/h. In un mercato saturo di hypercar digitali, la Capricorn brilla per la silhouette organica, che ricorda le muscle car americane degli anni ’60 fuse con le supercar europee. Per gli amanti delle personalizzazioni estreme, rivaleggia con progetti come la Koenigsegg Jesko modificata da Mansory, ma privilegiando la purezza originale.
| Metrica | Valore |
|---|---|
| Accelerazione 0-100 km/h | < 3 secondi |
| Velocità massima | 360 km/h |
| Peso a secco | < 1.200 kg |

Prestazioni Brute e Interni Analogici: V8 Supercharged da 888 CV con Cambio Manuale
Il motore è la star: un V8 da 5,2 litri sovralimentato (supercharged) di origine americana, rielaborato da Capricorn per erogare 888 CV (900 PS) e 1.000 Nm di coppia. Montato centralmente, invia potenza alle ruote posteriori tramite un cambio manuale a cinque marce con gated shifter — quella leva con schema a griglia che i puristi adorano. Niente doppia frizione o PDK; qui, ogni cambiata è un’esperienza tattile.
Le prestazioni promesse sono folli: 0-100 km/h in meno di 3 secondi, velocità massima di 360 km/h. Il telaio in carbonio assorbe le irregolarità senza compromettere la rigidità, ideale per i track day. All’interno, la filosofia “abbagliantemente analogica” regna sovrana: quadranti fisici, volante rotondo tradizionale con manopole rotanti, niente volanti tagliati o cluster digitali. Materiali pregiati includono camoscio, carbonio a vista e sedili a guscio ergonomici, creando un abitacolo intimo per pilota e passeggero.
Questo approccio contrasta con l’eccessiva digitalizzazione delle rivali. Mentre molti optano per schermi da 50 pollici, la Capricorn celebra il meccanico, simile allo spirito di progetti come la Singer DLS Turbo basata su una Porsche classica. Per l’endurance, la sua base tecnica riecheggia la Red Bull RB17, ma accessibile a un gruppo selezionato fuori dai circuiti. E come la Bugatti F.K.P. Hommage, celebra i legati meccanici in edizione limitata.
Cosa rende virale la Capricorn? La sua rarità ne alimenta il valore di rivendita: immaginate un’unità usata che vale il doppio alle aste. Per la SEO automobilistica, le ricerche per “hypercar manuali 2026” o “nuovi modelli Zagato” esplodono, posizionandola come un must-know. Gli ingegneri di Capricorn sottolineano la durata: test estensivi sui prototipi garantiscono affidabilità, anche con il supercharger che urla a 7.000 giri/min.
In sintesi, la Capricorn 01 Zagato non segue le tendenze; le crea. Con un DNA da Le Mans, F1 e WRC, ridefinisce il lusso analogico per una generazione che valorizza l’emozione tattile sopra ai pixel. Se sognate la prossima icona da garage, il 2026 sarà l’anno da attendere — o da prenotare l’ultimo slot disponibile.




































